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Prof. Pio Lo Re
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Lettera aperta
Nel liceo La Farina ho trascorso buona parte della mia vita, dapprima come studente e poi, dal primo settembre dell'anno 1989, come preside.
Se pur non intendo tracciare un bilancio della mia esperienza, rinviandolo eventualmente ad altra occasione, non posso tuttavia ignorare alcuni dati, utili per comprendere quali siano gli obiettivi che l'istituto persegue.
Credo che gli oltre 3000 allievi che dal 1989 hanno frequentato il liceo La Farina possano testimoniare, unitamente ai loro genitori, come il sistema di insegnamento adottato, codificato nel Piano dell'Offerta Formativa, considera la Scuola a servizio della persona.
Il rispetto del pluralismo delle idee e un percorso culturale che ha per soggetto l'allievo - al quale è costantemente riconosciuto il diritto alla istruzione e alla libera espressione della sua personalità , e ancora alla partecipazione consapevole alle varie fasi della sua formazione e ad essere informato sui processi decisionali e valutativi adottati dai docenti - sono gli elementi che caratterizzano l'identità del Liceo La Farina, che ha svolto e intende svolgere la istituzionale azione educativa in una continuità che pur tiene conto del trascorrere del tempo e delle necessità dettate dai diversi momenti della realtà della società .
Il liceo La Farina è certamente un punto di riferimento nella città di Messina. Ritengo che il merito per tale riconoscimento sia da attribuire in primo luogo ai docenti, molti dei quali ormai diventati maestri di intere generazioni di studenti.
Il quadro tracciato non tende a nascondere le difficoltà che quotidianamente si riscontrano e che oggettivamente influiscono sulla qualità del servizio erogato.
Senza voler tracciare un quadro di riferimento che abbia pretesa di esaustività , tuttavia non può disconoscersi come la scuola oggi operi in un contesto nel quale i valori positivi sempre più disattesi hanno determinato in numerosi giovani la ricerca di facili vie per il raggiungimento del successo, l'affievolimento nel riconoscere l'autorevolezza dei genitori o degli stessi docenti, il ricorso all'uso di droga o di alcool quale fuga dalla responsabilità dell'impegno .
La scuola deve essere un luogo aperto ai giovani, nel quale si svolgono le normali lezioni curriculari, ma ancor più è offerta la possibilità di effettuare nelle ore pomeridiane attività extracurriculari. Una scuola così organizzata, che ricorda gli oratori di non troppa antica memoria, si scontra con l'ostacolo di una edilizia scolastica cronicamente deficitaria, che ottiene risposte solo allorchè in situazione di emergenza.
Con riferimento alla concreta realtà dei locali ove il La Farina opera, non posso ignorare che dal 1989 ad oggi è stato possibile edificare tre aule nell'area soprastante la palestra, e ancora abbattere la fatiscente ex casa del custode, chiamata bronx dagli alunni, per realizzare una moderna costruzione a tre piani nella quale insistono una delle uscite di emergenza, quattro aule, una aula magna da 120 posti modernamente attrezzata.
Nè voglio ignorare che la biblioteca, intitolata a Paola Minutoli, è ospitata in locali indubbiamente adeguati.
Pur dando atto del notevole miglioramento del complessivo livello dello stato dei locali del liceo a Farina, tuttavia non può ignorarsi la difficoltà nei rapporti con la Provincia Regionale. Alla attenzione in genere manifestata dagli organi politici, presidenti e assessori, non sempre è seguita la operativitè degli uffici tecnici, poco attenti alle necessitè della manutenzione, o di altri uffici, che spesso hanno usato comportamenti da controparte, non facilmente comprensibili qualora si consideri la opportunitè di uno spirito di collaborazione.
Il liceo La Farina opera in questa realtà , di luci e di difficoltà , con l'onesta intellettuale di tutti i suoi docenti, che, con la preziosa collaborazione del personale non docente, svolgono il delicato compito di offrire ai giovani studenti la possibilità di acquisire gli elementi di conoscenza e di maturare le esperienze utili per essere uomini liberi, attenti e consapevoli interpreti della realtà in cui vivono.